La spiritualità in Eli Stone
Tutto ebbe inizio con la comparsa di George Michael nel soggiorno della casa di Eli, in piedi sul tavolino cantando “Faith” (Fede). Solo una visione o qualcosa di più? Fatto stà che la popstar brizzolata inglese convince Eli ad aiutare un bambino autistico e sua madre a vincere la causa contro una multinazionale farmaceutica.
In ogni modo la comparsa di George Michael in una serie televisiva postmoderna, ed in qualche modo post generazione televisiva, cerca di dare alla spiritualità divina una propria serie televisiva.
Da un lato Eli Stone è il tipico legal drama, con testimoni a sorpresa e spettacolari arringhe; ma il protagonista, interpretato da Jonny Lee Miller, ha un problema, decisamente serio per un giovane e ambizioso avvocato in carriera: ha delle strane visioni.
Riguardo tali visioni è molto forte il dualismo fra Nathan, il fratello, Neurologo che è convinto che il problema di Eli sia solo medico ed il Dr Chen, agopunturista, che cerca di far credere ad Eli che ci sia un fondo di spiritualità nelle sue visioni, ed infatti solo quando Eli si occupa di casi filantropici le visioni si calmano.
Si finisce così nel dualismo fra scienza e realtà soprannaturale.

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